Bimba col Pugno Chiuso

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Bimba col Pugno Chiuso è un piccolo film, ma credo che sia un film importante. È un film con un piede nel passato e uno nel futuro. È un film su una ragazzina che cerca di ricostruire un paese in macerie rivolto a ragazzini che dovranno ricostruire un mondo in macerie. La ragazzina protagonista ha appena cent’anni, è Giovanna Marturano, classe 1912, che nonostante una vita passata a lottare sprizza ancora vitalità. Sulla sua pelle ha vissuto un secolo di storia italiana, dalla dittatura fascista, che le ha mandato al confino, fratello, madre ed infine il giovane marito, passando per la guerra e la resistenza, fino al alla ricostruzione, con la militanza di Giovanna nel PCI e la sua lotta per i diritti delle donne fuori e dentro il partito. A cento anni Giovanna ha ancora voglia di lottare come di sorridere e scherzare, tanto per sfatare il mito che l’impegno porti inevitabilmente a diventare persone aride e fredde. Per lei lottare è un esigenza primaria come bere o respirare.

Realizzando questo documentario i ragazzi di Todomodo (Claudio DiMambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio) hanno voluto raccontare quel lato della storia recente italiana, quello che affonda le proprie radici nell’antifascismo e nella Resistenza, che negli ultimi anni è stato troppo spesso sminuito quando non infangato in nome di un revisionismo e di una rilettura qualunquista della storia. Lo hanno raccontato senza la retorica della celebrazione ufficiale, ma nell’essenza della vicenda umana di Giovanna, una delle tante italiane e italiani che ha sacrificato la propria sicurezza in nome della lotta, nella speranza di creare un mondo migliore per sé e i propri figli. I ricordi ancora vividi negli occhi di Giovanna, come il suo primo incontro con la milizia fascista a dieci anni o il matrimonio al confino a Ventotene , vengono rese tramite i disegni di Maurizio Ribichini, animati da Salvo Santonocito e Adriano Mestichella, che conferiscono al documentario l’intimità di una chiacchierata con una vecchia amica.

Qualche riga più su dicevo che Bimba col Pugno Chiuso è un film con un piede nel passato e uno nel futuro: una delle scene più profonde è quella che vede Giovanna invitata a parlare ad una classe delle superiori. Lo trovo un momento estremamente significativo, in cui due generazioni così lontane nel tempo, nel retroterra culturale, nei bisogni e nelle aspettative si trovano faccia a faccia. Un po’ in quegli studenti delle superiori, anche per motivi anagrafici, mi ci rivedo. Mi rivedo nella loro paura del futuro,nel loro non saper cosa fare della mia vita, ma soprattutto mi rivedo con il continuo oscillare tra la voglia di cambiare le cose e la disillusione più nera. Ecco, credo che testimonianze di vita come quelle di Giovanna possano nel loro piccolo incoraggiare a proseguire una tradizione di impegno civile e politico, di azione collettiva di cui questo paese ha in questo momento più bisogno che mai e in cui il cinema può fare, come fece allora, la sua parte. O per dirla parole povere, abbiamo bisogno di una nuova generazione di piccoli bimbi casinisti, perché l’apatia è la miglior alleata del potere

Post Scriptum: nella scorsa recensione abbiamo parlato di nuovi metodi di distribuzione. Adesso è venuto il momento di parlare di nuovi metodi di finanziamento: Bimba col Pugno Chiuso è stato finanziato intermente tramite crowdfunding con l’appoggio della piattaforma Produzioni dal Basso, e il nostro circolo è diventato uno dei produttori di questo meritevole progetto . Quindi se volete finanziare il kolossal fantascientifico di vostro cugino adesso sapete a chi venire a chiedere soldi.

Articolo pubblicato originariamente su Il Baffo

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